Forse una svolta riguardo ai lavori necessari per la ristrutturazione della storica sede di Piazza Stovani. Come ormai molti sapranno, nonostante i nobili intenti e la notevole importanza che la Croce Verde ha per Baggio e l’intera città, da diversi mesi si è messa in discussione la possibilità di poter proseguire appieno questo servizio, soprattutto per i problemi legati all’urgente ed inderogabile ristrutturazione.
Ad oggi gravitano intorno alla nostra Associazione 10 dipendenti e circa 200 volontari che svolgono servizi di Emergenza Urgenza 118, guardia medica, trasporto dializzati, inabili e ammalati. Basterebbe avere a disposizione altri mezzi, altri locali e qualche volontario in più, per costituire un’altra squadra H24, a disposizione del servizio 118: la sopravvivenza dipende anche dalla possibilità di continuare ad avere una sede operativa adeguata e funzionale.
Era stata prospettata una sistemazione che prevedeva l’utilizzo di diversi spazi in via Don Giuseppe Gervasini, la strada dedicata al ‘Pret de Ratanà’. Spostarsi in via don Gervasini avrebbe comportato una spesa (sostenuta completamente da noi) non indifferente che ci ha costretto alla rinuncia. Per cui non resta che sperare nella ristrutturazione dell’attuale sede.
La proprietà dello stabile è del Comune di Milano, conseguente all’annessione del 1923 di Baggio al territorio milanese, quindi logicamente dovrebbe essere il Comune di Milano ad occuparsi dei lavori di ristrutturazione, noi siamo solo degli utenti di questa struttura. Fino a poco tempo fa abbiamo corso il rischio di dover affrontare in prima persona l’impegno economico dei lavori, lavori importanti in quanto la struttura che ci ospita è vecchia di oltre cento anni e non avendo la cantina, se non in una piccola parte, assorbe tutta l’umidità di questo terreno che presenta una falda acquifera alta. 1.000.000 di euro è la cifra necessaria, fuori da ogni nostra possibilità. Fortunatamente l’impegno profuso da parte di un Consigliere di Zona, al quale stanno molto a cuore i problemi sociali del nostro borgo e di tutta la città, ha permesso di realizzare diversi incontri con gli amministratori cittadini. Abbiamo potuto così raccontare alle realtà istituzionali qual'è il problema che ci assilla e con loro, trovare finalmente una soluzione. Il Comune di Milano a seguito di un emendamento al bilancio ha inserito la ristrutturazione dello stabile nella relazione previsionale e l’assessore Gianni Verga si è impegnato ad operare affinché gli interventi di manutenzione straordinaria siano eseguiti, nel rispetto delle procedure, al più presto.
Questo è un impegno scritto e sottoscritto da noi e dal Comune di Milano.
Certo i tempi tecnici non saranno brevi: entro ottobre 2010 dovrà essere presentato il progetto da parte degli architetti del Comune cui seguiranno i tempi necessari per l’approvazione ed il bando di gara per l’impresa che seguirà i lavori. I tempi per la ristrutturazione ed i vari collaudi sono di una decina di mesi, molto più probabilmente un anno e per il periodo necessario dovremo lasciare libera questa sede e trasferirci provvisoriamente altrove (non sappiamo dove, magari in qualche camper) ma quel che è certo è che quando la nostra attuale sede sarà a posto, noi torneremo in Piazza Stovani.
Era questo il problema più grosso che ci preoccupava; la grande, numerosa, raccolta di firme fatta durante la recente Sagra di Baggio, con quasi tremila firme raccolte in pochissimi giorni, ci ha dimostrato quanto i cittadini vogliono la “loro” Croce Verde qui, a Baggio.
I nostri mezzi e le nostre attrezzature sono sempre al passo con i tempi per garantire un servizio efficace e all'avanguardia a chi ne ha bisogno. Solo grazie all'impegno dei volontari ed al vostro aiuto la Croce Verde Baggio può continuare a vivere e a servire i cittadini.
A volte basta poco per fare tanto!
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1. Servizio gratuito di Emergenza / Urgenza 1-1-8 2. Trasporti in ambulanza verso il domicilio e in tutta Italia 3. Servizio di trasporto ospedaliero per i pazienti dializzati 4. Corsi di primo soccorso alla cittadinanza 5. Nucleo di Protezione Civile
Per devolvere il 5 per 1.000 alla Croce Verde Baggio basta: - Apporre la tua firma all'interno del modulo CUD, 730, Unico, nel riquadro: "Sostegno del volontariato, delle associazioni non lucrative di utilità sociale, della associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni" - Riportare il Codice Fiscale della Croce Verde Baggio 11660280154
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La scelta di destinazione del 5 per 1.000 e quella dell'8 per 1.000 non sono alternative tra loro, e non comportano ulteriori esborsi per il contribuente.
ACCOGLIERE: ricevere con varia disposizione d'animo; accettare, ospitare. ACCOGLIENZA: modo ed atto dell'accogliere Il Nuovo Zingarelli
Certamente non è un verbo molto usato ai nostri giorni e, escluso un certo spirito religioso o laico che ne rende componente l'essenza della carità o di condivisione concreta dei bisogni o delle aspettative, raramente l'accoglienza rappresenta una "disposizione d'animo" nel quale chi entra in contatto con qualsivoglia esperienza venga, come dire, messo a proprio agio e guidato nell'approfondimento e nella conoscenza del territorio o dell'ambiente in cui si avventura per le più svariate ragioni personali, profonde o superficiali che siano.
Tralasciando l'aspetto meramente concreto per qualche momento, l'accoglienza che ci si propone di effettuare in seno alla Croce è quella fondamentalmente di "sorridere" e di "essere disponibili" a coinvolgere un nuovo "al nuovo", per renderlo partecipe da subito dell'esperienza ed all'esperienza nel suo complesso. Come dire, un comitato di benvenuto: spesso accade che, in attesa del corso per soccorritore che la legge prevede, passi del tempo "sprecato" e facendo perdere quella carica di entusiasmo e di interesse che spesso sono alla base della richiesta personale.
L'accoglienza nasce non come riempitivo ma come "un'incubatrice di interesse" e di messa a proprio agio del nuovo, rispetto al consolidato dell'Associazione: come dire, una presentazione, un'entratura.
Ma quale può e/o deve essere il valore aggiunto dell'accoglienza?
Non sempre e soltanto il solleticare l'aspetto tecnico, ma soprattutto quello di coinvolgere "affettivamente" chi si avvicina a questa esperienza carica di valenze a tutto tondo, nel senso che chi scrive ritiene che l'approccio al dolore ed alla sofferenza, nostro malgrado, siano le esperienze che più mettono a nudo l'uomo suo malgrado. Accogliere non significa nascondere la fatica, anche fisica, sottacendo l'impegno e passando dei messaggi di "volemose bene", "cosa vuoi che sia", "vieni con noi, girerai il mondo" e tutto il resto: l'accoglienza è cercare di interessare soprattutto alle valenze umane, attraverso la conoscenza delle tecniche, degli strumenti, ma senza mai dimenticare che al centro c'è il PAZIENTE e non il soccorritore.
Quest'ultima tesi porta all'estrema ratio del soccorritore che, con lieve dispregio, viene chiamato (e malamente considerato) "sangue e sirena": colui o colei che sbagliano a centrare l'obiettivo e lo fanno con cognizione di causa, di fatto non accogliendo le istanze dello spirito di fondo dell'Associazione che è quello del mutuo soccorso fra persone. Il soccorso sta sempre più configurandosi come attività di specifica competenza (per fortuna... aggiunge lo scrivente), rischiando di perdere quella connotazione empatica e di valenza psicologica di cui spesso il paziente ha bisogno, nell'immediato, scoprendosi indifeso, sostanzialmente inerme di fronte all'accadimento patologico: in tal senso il nostro "eroe sangue e sirena" è sguarnito (e forse neanche interessato) dal punto di vista dell'accoglienza dell'altro. Nella progettualità dell'accoglienza invece, unitamente all'aspetto tecnico di nostra competenza, poniamo l'accenno al momento di incontro che contestualmente fa parte del soccorso, non essendone parte staccata ma integrante, quasi prodromica dell'approccio al sofferente, sia esso anziano, giovane, psichiatrico, straniero o altro ancora.
Come "passare" quest'aspetto, come "rendere" questa sottigliezza operativa?
Al di là del fatto che ognuno di noi è padrone delle proprie azioni e nel rispetto delle motivazioni profonde, che può scegliere o meno di condividere questa aspettativa del paziente, l'interesse viene posto nell'accogliere il nuovo volontario con tutta l'empatia possibile, senza nascondere scorrettamente gli aspetti negativi di tale esperienza, dicendo quanto va detto in modo esaustivo e rispondendo coerentemente a tutte le domande. La persona interessata deve essere in certo verso "coccolata", perchè il vero patrimonio di un'Associazione è la persona, e perderne per insipienza o disinteresse o calcolo delle potenzialità è una forma di "dis-associazionismo".
Accogliendo, devo dare, per poter ricevere interesse e competenza: non comunque in modo acritico, garantista e buonista ma iniziando a parlare un linguaggio che condivida onestà e correttezza. Ma soprattutto l'accoglienza deve (o dovrebbe) continuare nel tempo, nell'inserimento della vita operativa, a cura degli altri volontari: per coerenza, non si può negare che tale atteggiamento spesso venga disatteso, vanificando così il lavoro dell'accoglienza e disincantando prima e disaffezionando poi non pochi volontari, che tendono a salvare i singoli ma non l'Associazione (o per lo meno l'idea).
Ma nonostante tutto, l'accoglienza rimane e deve rimanere il portale attraverso il quale l'Associazione dà il suo benvenuto e su questo tutti noi della Croce Verde Baggio siamo chiamati ad essere presenti, ognuno per le proprie capacità e competenze ma senza veti nè censure a priori.
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